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La Sorprendente conclusione di una lunga storia
… Dall’angoletto, così familiare, in cui i sanvitesi hanno dato sepoltura a Mons. Guarino Nini mi sono perduto nella fantasmagoria delle volta, che dilata gli spazi oltre il fisico contenimento imposto dalle architetture. Uno stile pittorico radicato nella storia dell’arte italiana, con richiami al Tiepolo, a Pietro da Cortona allo stesso Maratta, uno stile che si impone, tuttavia, per una sua individualità senza tempo, come senza tempo è ogni manifestazione dell’arte. Ho pensato che quell’artista, che aveva profuso in S. Maria la generosità del suo genio, del quale conoscevo, oltre al nome, poche, scarne notizie, meritasse una conoscenza più approfondita. Mi sono cosi apprestato ad una piccola ricerca: mi sono trovato a trattare non di storia, né di storie e neppure di storielle, ma di cronaca, di ricordi palpitanti; ho avuto infatti la ventura di rintracciare il Prof. Aronne del Vecchio.
“Il camice imbrattato qua e là di colori, il pennello appena abbandonato per venirmi incontro, il professore ha due occhi penetranti come due punte di spillo e, nello stesso tempo, uno sguardo buono, innocente come quello di un bambino. Gli ottantacinque anni non appaiono, anzi, quando alza il braccio mentre ruota la mano per descrivere lo sforzo di dilatare lo spazio con la magia dei suoi scorci prospettici, emana un’energia che sembra volerne abbattere materialmente l’angustia. Un fiume limpido e lucido di commossi ricordi mi sommerge e mi coinvolge. I suoi racconti, come la sua pittura hanno il potere di sconvolgere le certezze del tempo e dello spazio.” …